Sensore Impronte digitali anche su dispositivi Android

iPhone-5S-sensore-impronte-digitaliApple  è stata la prima ad introdurre il sensore di impronte digitali Touch ID su uno smartphone, l’iphone 5s, una tecnologia che sicuramente sarà implementata in molti dispositivi futuri. Ecco perchè entro 6 mesi vedremo questi sensori di sicurezza anche sui device che montano Android.

Dopo due settimane dal lancio dell’iPhone 5S, la FIDO Alliance, guidata da PayPal e Lenovo, afferma che entro sei mesi anche i dispositivi Android di fascia alta monteranno un sensore di impronte digitali molto simile al Touch ID.

Parlando a USA Today, il presidente del gruppo Michael Barrett ha detto:

L’intenzione di FIDO è quella di permettere ai consumatori di avere accesso a servizi mobili che possono utilizzare in modo semplice, pur mantenendo una buona sicurezza. Tra sei mesi potrò scegliere tra gli ultimi modelli di device Android, i quali verranno dotati di un sensore biometrico capace di riconoscere le impronte digitali.

Ma i piani del FIDO vanno ben oltre la biometria (e Android). L’obiettivo è quello di sviluppare uno standard diffuso e aperto, che offre una vasta gamma di metodi di autenticazione per la massima praticità e sicurezza.

Molti guardano con diffidenza i sensori di impronte digitali, sopratutto dopo il datagate degli scorsi mesi, ovviamente quello che penso io è che il progresso deve andare avanti, e se fino ad adesso le case produttrici di smartphone si sono occupate di aumentare le prestazioni dei loro device, adesso danno un occhio anche alla sicurezza, in vista forse di far diventare più smart i loro prodotti, immaginate cosa al giorno d’oggi può fare un telefono: prenotare biglietti, accedere al tuo conto in banca ed ai dati della tua carta di credito. Se si aggiunge che questi gioiellini sono molto ambiti dai ladri, capirete che non ci sono soluzioni alternative davvero efficaci per evitare che con il furto del nostro device si creino danni ulteriori tramite l’utilizzo dei dati in esso allocati.

Tratto liberamente da ispazio.net