WarHammer 40.000

L’universo di Warhammer 40.000, soprattutto in ambito PC, negli ultimi anni è riuscito a regalare ai fan del gioco da tavolo titoli di qualità, con la serie strategica di Dawn of War a farne da portabandiera. Il 2011, dopo un lungo periodo di assenza, segna il ritorno di questo brand anche sulle console casalinghe e a fare da apripista a Space Marine, atteso per il prossimo 9 settembre, ci pensa Warhammer 40.000: Kill Team, titolo arcade completamente incentrato sull’azione e sugli scontri a fuoco tra gli Orki ed i più forti soldati dell’Imperium.

La minaccia arriva dallo spazio
Ancora una volta la minaccia principale sarà rappresentata dagli Orki: un incrociatore carico di pelleverde è in rotta verso un mondo forgia, con l’intenzione di mettere a ferro e fuoco e depredare qualsiasi risorsa si trovi sul pianeta. Per fermarne l’avanzata ed impedire un massacro senza precedenti, quattro Space Marine scelti sono stati lanciati nello spazio a bordo di una navetta, con l’obiettivo di manomettere il vascello e sterminare ogni essere vivente che opponga la minima resistenza. Come un proiettile lanciato a folle velocità, il nostro velivolo sfonderà lo scafo dell’astronave aliena e dal portellone scenderà, tra fumo ed esplosioni, il soldato da noi scelto. A nostra disposizione vi saranno quattro delle classi più caratteristiche degli Space Marine: un bibliotecario, potente guerriero dotato di poteri psionici; un devastatore, armato di mitragliatore a due mani; un techmarine capace di piazzare torrette difensive ed un assaltatore, equipaggiato con jetpack e spada a catena. Il sistema di controllo è particolarmente semplice ed i comandi rispondono in maniera egregia. Con lo stick analogico sinistro sposteremo il personaggio per lo schermo mentre con quello destro indicheremo la direzione verso la quale fare fuoco. Il grilletto posteriore sinistro sarà dedicato allo scatto mentre i due dorsali saranno assegnati rispettivamente all’attivazione della mossa speciale ed al lancio delle granate. Ad affiancare la possibilità di portare distruzione sulla lunga distanza sarà poi possibile cimentarsi in scontri corpo a corpo semplicemente premendo il tasto A per la versione Xbox 360 o la X su Playstation 3. In automatico potremo così esibirci in combinazioni di attacchi elementari, ma che riescono comunque a divertire e coinvolgere al punto giusto. Sebbene dunque la profondità del sistema di combattimento sia praticamente assente a rendere più interessanti le cose ci si metteranno le numerosissime ondate di nemici che ben presto ci troveremo ad affrontare. Gli ostili che popolano il vascello attingono a piene mani dal background di Warhammer 40.000 e ci si pareranno dinnanzi dunque una buona varietà di alieni, a partire dalle piccole kakkole degli Orki, passando dai Kapi e dai Tipi Ztrani fino ad arrivare a nidiate di Tiranidi con Genestealer e Lichtor inclusi nel pacchetto di accoglienza.

Un doppio bolter binato è quello che fa al caso mio!
Con l’uccisione dei luridi pelleverde arriverà anche una corrispettiva dose di esperienza, comune a tutti i personaggi, utile a sbloccare una serie di perk e armi aggiuntive disponibili durante la selezione del marine. Questi includono per esempio potenziamenti per i danni o per la salute così come la possibilità di caricare più in fretta la barra della mossa speciale, diventando comunque obsoleti una volta che otterrete i livelli più alti degli stessi. Piuttosto che riproporre potenziamenti similari, ma con percentuali diverse avremmo dunque preferito una maggior varietà dei bonus così da lasciare spazio ad una più ampia personalizzazione del proprio soldato. La linearità si ripropone anche nella costruzione dei livelli ed un senso di già visto si ripercuote attraverso i soli cinque livelli di gioco. Aver scelto come luogo degli scontri un vascello orkesco ha limitato in maniera pesante la varietà delle location, costringendo gli sviluppatori a proporre scorci e zone molto simili tra loro, lasciando al giocatore un senso di dejavu continuo nonostante la brevità della campagna. Con due ore circa di longevità, data anche la non eccessiva difficoltà, sarà possibile arrivare senza troppe difficoltà a vedere i titoli di coda. Durante la nostra prova difficilmente siamo stati messi in difficoltà e la morte è sopraggiunta con rara frequenza. Per tentare di allungare un po’ la durata complessiva del prodotto sarà possibile cercare all’interno dei livelli le aquile simbolo dell’Imperium, ottenendo come ricompensa degli inediti bozzetti artistici, o tentare di portare a termine la campagna con tutti e quattro i protagonisti.

Diamoci dentro fratello marine
Warhammer 40.000: Kill Team si presta ottimamente alla modalità cooperativa e due giocatori potranno affrontare i livelli spalla a spalla, contro un numero di nemici raddoppiato. I bonus raccolti saranno in questo caso attivati su entrambi i partecipanti così da invogliare il team a stare unito. La modalità multiplayer è sicuramente caotica e divertente e la possibilità di giocarla in quattro od utilizzare un matchmaking online avrebbe dovuto quantomeno essere presa in considerazione. Purtroppo invece, il titolo di THQ Warrington lascia all’online le sole classifiche dei punteggi ed i risultati della modalità di sopravvivenza. In questa tipologia di gioco sarà necessario resistere il più a lungo possibile contro ondate continue di nemici in arene prestabilite e con una classe prescelta, sfruttando i bonus che compariranno per il livello nei momenti di maggior difficoltà: una buona alternativa, ma che non riesce a riempire completamente il vuoto lasciato da una campagna principale decisamente troppo corta.

Dov’è finito il “Grim Darkness”?
Una delle caratteristiche peculiari del brand di Warhammer, più specificatamente quello della sua versione futuristica, è rappresentato dalla violenza esagerata regalata durante gli scontri. Il comparto tecnico di Kill Team purtroppo non riesce a restituire il giusto feeling che ci si aspetterebbe a causa di animazioni non sempre fluide e schizzi di sangue rappresentati da esplosioni luminose rosse. Anche le scene in slow motion mostrate durante l’esecuzione dell’ultimo nemico di un’ondata, potevano essere rese assolutamente meglio, mostrando per esempio un’animazione unica e spettacolare piuttosto che proporre un semplice zoom dell’inquadratura.
Ci sentiamo di fare un plauso al doppiaggio italiano, con una voce narrante eccellente ed in grado di cogliere appieno lo spirito che permea l’intera vicenda. Ottimi anche i modelli dei personaggi protagonisti e non, con la solita cura certosina riposta nelle livree dei vari capitoli. Sarà possibile personalizzare il proprio marine scegliendo tra Corvi Sanguinari, Ultramarine, Angeli Sanguinari, Magli Imperiali, Furie Bianche e Salamandre; peccato per la mancanza delle ben più note compagnie dei Lupi Siderali e dei Dark Angels che annoverano tra gli appassionati un gran numero di sostenitori e che certamente non avrebbero sfigurato.